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Pomeriggi musicali a Palazzo Albrizzi-Capello

 

Pomeriggi Musicali a Palazzo

Albrizzi-Capello

SABATO 14 MARZO -ORE 17:00

Tomos Boyles  pianoforte

Musiche di J.S. Bach, F Chopin, C . Debussy, L.v. Beethoven

In  collaborazione  con AGIMUS PADOVA

e con  la Fondazione Keyboard

           Charitable  Trust

            Turnbull Piano  Foundation

 

SABATO  21 MARZO -ORE 17:00

“GRANDI INTERPRETI”

Dmitry  Ishkhanov, pianoforte

Musiche di F. Chopin e N. Medtner

In collaborazione con AMICI della MUSICA Udine

 

SABATO  28 MARZO -ORE 17:00

I concerti di Mozart e Sibelius

Cecile Vonderwahl, violino

Shih Yu  Tang, pianoforte

Musiche di L. v. Beethoven, F. Schubert, W.A. Mozart, J. Sibelis

In  collaborazione  con AGIMUS PADOVA

 

 

 

 

 

 

 

 

Il tempo sospeso (mostra dedicata  a R.M. Rilke)

aperta sino il 14 marzo, dal lunedì al venerdì – 10.30-13.00/15.00-17.30 Sabato e domenica dopo il concerto,

Stiamo valicando la soglia di un anno ricco di eventi, tra i quali emerge il Giubileo di Rainer Maria Rilke, che vi sarà noto soprattutto per le sue Elegie Duinesi. Il suo pensiero, le sue emozioni scaturiscono da un profondo senso di tristezza: Possiamo senz’altro asserire che la tristezza è la musa della sua poesia, da cui riesce ad emanciparsi attraverso una viva curiosità per il mondo circostante, teso alla ricerca della luce nel proprio intimo e –  vanamente – di un “ubi consistam” foriero di stabilità. Ma è soprattutto il rapporto di amicizia o di amore con innumerevoli donne determinante nella sua vita. Nel suo incessante vagare incontra figure di studiosi, politici, scienziati, scrittori. artisti e musicisti, che hanno favorito la sua formazione e l’evolversi delle sue inclinazioni, trasformandolo in uno degli scrittori più significativi e poliedrici del ‘900.si appresta a celebrare un classico il cui irrequieto temperamento, romantico  -per un fatto di sensibilità, uno stato di eccessiva o permanente impressionabilità e  reattività -va ascritto al Romanticismo quale categoria psicologica, distinta da Ladislao Mittner dal Romanticismo storico. Le celebrazioni saranno contrassegnate da concerti, conferenze, letture  inserite in un programma cornice che si apre  con questa mostra. Il tema è ispirato dall’ammirazione di Rilke per artisti della levatura di un Cezanne, amato per le sue nature morte , per i paesaggi di Renoir o  di El Greco, per i fiori di Claude Monet.

“Il tempo sospeso” ci riporta alla Nona Elegia e con Giovanni Zuanazzi alla rievocazione dell’indicibile rilkiiano“  Ed eccoci allora nel turbine della vita, in questo fluire incessante verso ciò che è stato, a desiderare con ogni fibra del nostro essere di compiere il nostro destino. Vogliamo afferrar il nostro essere effimeri. Contenerlo «nelle nostre semplici mani», con lo «sguardo che ne trabocca» e il «cuore» così colmo da restare senza parole. Anzi, vogliamo diventare noi stessi ciò che viviamo, assimilarlo totalmente. Ma poi, a chi potremo mai donare tutto questo? La tentazione è forte: «meglio / tener tutto, per sempre…». Se pensiamo però all’«altro rapporto» – alla dimensione del «di là», della morte – allora sorge un’altra domanda:che cosa ci portiamo appresso? Non certo la capacità di percepire gli oggetti del mondo esteriore («il guardare»), né gli eventi concreti della vita («nessun avvenimento di qui»). Allora il patire, quel senso di peso che ci portiamo dentro, l’intera e profonda esperienza dell’amore… in breve, solo ciò che è «indicibile». Anche qui Rilke ci sorprende: «Ma poi / fra le stelle, che farne? son tanto meglio indicibili loro, le stelle». Con questa affermazione il poeta prende congedo dall’indicibile e torna con forza sulla terra.”

LE DUE MOSTRE RIMARRANNO APERTE FINI IL 26 FEBBREIO QUELLA PROMOSSA DAL DOTT. FOLCO E SINO IL 3 MARZO QUELLA DEDICATA A RILKE.

Info: Palazzo  Albrizzi Capello

ACIT, Cannaregio 4118

Tel. 0415225475/ 3319052529

E-mail: palazzoalbrizzi@gmail.com

 

 

 

 

MOSTRE RECENTI – ARTISTI da TAIWAN

 

Il Presidente dell’ACIT di Venezia

con il Consiglio Direttivo

si pregia di invitare la S:V.

alla vernice della mostra

“IL TEMPO SOSPESO”

omaggio a Reiner Maria Rilke

in cui verranno esposti i dipinti di

Lara Chiezzi, Liviana Nicoli, Antea Pirondini, Maria Sole, 

Sabina Sakoh,  Dagmar Schenk  Guellich, Julia Schmoelzer,

Lina Karam, Violaine Vieillefond, Jeh Fang, Fu Pei-Ling,

Yulja DDjachenko, Tatiana Vorontsova.

 

Martedì 17 febbraio  2026 ore 16.00

A palazzo Albrizzi-Capello – Cannaregio 4118

 

Intermezzo musicale

Recital della pianista Letizia Michielom

“nel gioco delle perle di vetro”

Hermann Hesse e la musica di Ludvig v. Beethoven

Verà offerto un drink

R.S.V.P. 3319052529

Si rinrazia AGIMUS Venezia Per la collaborazione

invito valido per due persone

 

 

 

Al mondo che ci circonda.

Leggendo “Jl Cantico delle creature” entriamo in sintonia con il creato.

La mostra attinge le sue immagini e la sua poesia dalla Laude al Signore attraverso le sue creature, scritta  da San Francesco tra il 1224 e 1226, e racchiude nella sua struttura di salmo biblico tutto il cosmo.

Impressiona l’efficacia degli aggettivi usati, che sottolineano con spontanea naturalezza il carattere intrinseco degli elementi: :frate Sole è bello e raggiante; le stelle e la Luna sono limpide, belle e preziose; sora Acqua è umile, preziosa e casta;  frate Fuoco è robusto, bello, forte e giocondo,

la nostra Madre Terra produce frutti con coloriti fiori ed erba.

Francesco non dimentica i sofferenti. Anche la Morte diventa sorella, costituendo una parte inscindibile dalla vita. E’ una morte “corporale”, alla quale sopravvive lo spirito.

Questo ci raccontano i nostri artisti, invitati a esprimere a colpi di pennello, di spatola, di matita, sentimenti trasmessi attraverso il primo componimento poetico della letteratura italiana, giunto a noi attraverso i secoli.

Hanno risposto all’appello rappresentanti del mondo dell’arte italiani, tedeschi, ucraini e russi.

Il progetto nasce nell’Anno Giubilare atteso come evento storico in Umbria nella Città del Santo, ma intende soprattutto essere un inno alla vita e alla pace per la difesa del nostro pianeta.

. Nevia Capello                                                                                                        Venezia, novembre 2026

 

Ingresso libero  alla mostra su renotazione

telefonando al nr. 3319052529.

Preferibilmente dopo le ore 10:00.

 

 

 

Mostre 2024

“La marcia del tempo a Venezia”

Espongono fino il 4 ottbre 2025 artisti taiwanesi

Orario: dal lunedì al venerdì dalle 9:30 alle 17:30 o su appuntamento: Sabato 4 dopo il concerto

dellle 17:30.

Info: Palazzo Albrizzi-Capello

F.ta S. ASndrea 4118

30121 Venezia

Tel. 3319052529

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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MOSTRA DELLE OPERE DEGLI

EX ALLIEVI MAGISTALI DI EMILIO VEDOVA

PALAZZZO ALBRIZZI CAPELLO

10 FEBBRAIO-2MARZO 2024

ORARIO D’APERTURA:

10:00-13:00

15:00-18:00

FESTIVI CHIUSO

EVENTUALMENTE TELEFONARE AL

N. 3319052529

“Amo i miei allievi”-scriveva Emilio Vedova nel 1973.
“Quando lavoro, cedo completamente alle pulsioni! Il senso di liberazione che ne risulta è Incredibile: un recupero istantaneo! Ogni conflitto è risolto, l’energia pulsa liberamente, non solo nella pittura, ma in ogni mia azione. Devo essere in grado di lasciare andare tutto, in qualsiasi momento; allora si presenta l’
eccesso. Nel nostro disperato tentativo di racchiudere ogni cosa in formule, concetti, analisi, pensieri, abbiamo separato il pittore dalla pittura, il pensatore dal pensiero. L’unisono porta alla creazione!
I miei tentativi iniziali di pianificare falliscono ripetutamente. Tutto si irrigidisce, resta senza vita. Nella libertà, sorprende l’atemporalità, l’illimitatezza che ne deriva. Da tempo incalcolabile ci facciamo strada a fatica. Solo con estremo rigore possiamo evitare mezze misure. Forse un giorno incontreremo l’integrità che fluendo luminosa e leggera, nata per puro gioco, lascia intuire l’infinito.
Quanto più leggeri sono i mezzi, i carichi, i bagagli di cui abbisogno per ancorare il mio essere, tanto più oltre posso andare. Tutto ciò che ritengo irrinunciabile, tutta la gamma delle vanità, sono il limite che fa scolorire, ottundere la mia coscienza. Dobbiamo abbattere questi confini, pervenire dalla complessità alla
semplicità, dirimere il caos per giungere alla pura creazione, al dominio totale della materia attraverso lo spirito.”

 

 

LA MOSTRA RIMARRà APERTA FINO AL 2 MARZO

 

Venerdì, 8 marzo 2024

P a l a z  z  o  A l b r i z z i – Ca p e l l o

mostra di

Eva Jecklin ”Il nuovo equilibrio”

 

ore17.30 – Intermezzo musicale d’apertura-

Fantasia Brillante

Katharina Auer, violino – Matteo Aiello, pianoforte

musiche di Wolfgang Amadeus Mozart, R. Strauss, H.Wienawski

 

ore 20.00 – Intermezzo musicale di chiusura

Cinzia Bartoli    pianoforte

Omaggio a Maurice Ravel

Gli stranieri siamo noi!“

Fintanto che il suo cuore batte, l’essere umano è in movimento. Sia che mangi, beva, salti, ami, rida o urli, sia che corra o balli o anche solo ammicchi-vive . Intensamente ma anche poveramente. In gruppo o da solo. Quando il gruppo è coeso, può accogliere anche un estraneo, un forestiero o un nullatenente, finché pure lui, il nuovo arrivato, non potrà nuovamente godere della sua esistenza.

Mi sembra sia così anche per le figure che coesistono nei variopinti quadri ambigui di Eva Jecklin, nel suo teatro del mondo. I suoi stranieri siamo noi, e quindi anche loro vivono le nostre catastrofi.

(omissis) La lingua è ricca di verbi che indicano l’avere, l’essere e il possedere. Tuttavia, è anche più ricca di verbi che segnalano la migrazione, anche l’esodo, fin dalle origini, il continuo cercare di fuggire, rifugiarsi, essere respinti, salvarsi, doversi salvare, sopravvivere.

E se il passeggero è un rifugiato politico? O qualcuno che viene cacciato per motivi etici o religiosi?

.Il mondo è diviso. I tempi delle colonie e dell’esproprio illegale di terreni e delle riconquiste sono finiti

Questo è ciò che pensavamo o come ci piacerebbe fosse.  Era comodo pensare in questo modo. L’Europa è di nuovo in guerra. La guerra nella mente delle persone, quasi a prescindere da ciò, continua. Solo quando un cuore diverso batterà nella loro testa, le cose potranno cambiare. Le genti di Eva, le sue persone così strane- figure fatte con la carta stagnola delle capsule di bottiglia –  si trovano ai confini: lungo i fiumi, vicino ad una pozza d’acqua, in riva a un mare e guardano verso la costa lontana e si guardano negli occhi. E’ già un inizio! E se potessero esprimersi. …Vivono e parlano. Io le ascolto e mi intrometto.

Elisabeth Pressen

 

si ringraziano AGIMUS PADOVA ED AGIMUS VENEZIA per il loro importante contributo musicale

 

 

 LA MOSTRA CHIUDERà IL 5 APRILE

F.ta S. Andrea – Cannaregio 4118

30121 Venezia

TEL. 3319052529

 

 


La Divina Commedia: 
Omaggio Italo-Tedesco a Dante a 700 anni dalla morte (1321 -2021)

 

Dante giunse a Venezia nel 1321 in qualità di ambasciatore di Guido Novello da Polenta, signore di Ravenna, e durante il suo soggiorno fu ospite della famiglia Soranzo, presso Campo San Polo. Di Venezia, lo colpì particolarmente l’Arsenale, che lo ispirò per la descrizione della pena riservata ai barattieri nel Canto XXI dell’Inferno. In questo passo, Dante paragona la pece bollente in cui i condannati per baratto si trovano immersi, alla tenace pece utilizzata per il calafataggio nell’Arzanà dei Veneziani.

Le tre terzine di Dante, che contengono questo efficace parallelismo, si possono oggi leggere su una lapide posta alla sinistra dell‘ingresso principale dell’Arsenale e, sulla destra del grande portone di ingresso, si può ammirare anche un busto in bronzo dedicato al Sommo Poeta.

Oltre ad aver stimolato il genio poetico di Dante, Venezia rappresentò anche l’ultima stazione del suo percorso di vita, in quanto, attraversando le Valli di Comacchio lungo il viaggio di ritorno, egli vi contrasse la malaria, che lo uccise a Ravenna il 14 settembre 1321.

A 700 anni dalla morte del Sommo Poeta, il progetto si propone di mettere in luce quanto oggi sia importante questo suo percorso di vita che passa attraverso Venezia, cui egli porse omaggio nella sua Divina Commedia.

Le riflessioni sulle traduzioni tedesche della Divina Commedia nel Novecento (George e Borchardt) costituiscono l’elemento di base attorno al quale si sviluppa questo progetto, correlato a una mostra italo-tedesca dedicata alla Divina Commedia, introdotta da una relazione filologica, che mette a confronto l’opera del Vate supremo con traduzioni poetiche tedesche che rispettano le leggi della versificazione e cercano di creare una struttura poetica equivalente a quella di Dante.

Le tre Cantiche sono rappresentate nelle opere di Antea Pirondini, che nei suoi dipinti ricrea le atmosfere del Purgatorio e dell’Inferno e dall’artista tedesca Lidia Epshtein di Wuppertal, che riproduce magistralmente nella materia serea dei suoi batik la levità cromatica dell’Empireo.

La mostra s’inaugura martedì 5 ottobre alle ore 18 a Palazzo Albrizzi-Capello ed è introdotta da un Intermezzo musicale sul Tema: “Dante ed i Trovatori. Amor sacro e Amor profano nell’Europa medievale” per voce e strumenti originali d’epoca con l’Ephémeris Duo: Simona Gatto e Davide Gazzato.

 

L’Associazione Culturale Italo Tedesca di Venezia, che celebra il suo 50.Anno di attività, intende coinvolgere le Scuole, soprattutto gli Istituti Superiori del Veneto, in accordo con i Dirigenti Scolastici ed i Docenti, per accostare Il mondo della Scuola ad una realtà divenuta tangibile a distanza di 7 secoli attraverso l’Arte che abbatte le barriere e sfida il tempo.

 

Nevia Capello

Venezia, 5ettembre 2021

 

Presidente ACIT Venezia

 

La mostra si inaugurerà il 5 ottobre con le opere di Antea Pirondini. La sua mostra rimarrà aperta fino al 15 novembre.

 

Dal 20 novembre esporrà Lidia Epshtein le sue opere fino al 30 docembre 2021. L’intermezzp musicale, che aprirà questa mostra, sarà a cura del Trio Vivaldi, con Enzo Caroli e Fabiola Braconi flauto e Alvise Stiffoni violoncello con brani di A. Vivaldi e F.J. Haydn.

 

          

Caronte